Elisabetta Canalis Elisabetta Canalis SEE MORE >
Ciao ragazzi, lei e' una mamma che e' giunta da poco in Libano attraversando il confine a sud dalla Siria. Vive in una piccola tendopoli assieme ad altre famiglie giunte dalla guerra come lei. Loro non possono tornare in Siria ne ' vogliono farlo al momento perché sono scappate dalla guerra che e' tutt'ora in atto. Gli ho raccontato chi ero e perché sono venuta a trovarli col timore di fare troppe domande e con la rassegnazione di chi non può promettere niente. Lei e gli abitanti di questa tendopoli sono stati riuniti da @unicef e registrati, in modo da poter ricongiungersi, un giorno, con gli altri membri della famiglia scappati probabilmente in Turchia o in Giordania. @UNICEF e Wash project (coordinato da Francesco Lanino ) hanno costruito con le VOSTRE donazioni dei bagni e delle taniche di acqua potabile con cui queste famiglie possono lavarsi ogni giorno. ( ogni bagno ad esempio costa circa 300 euro) . Senza l'aiuto di queste associazioni sarebbero dei nomadi o senzatetto privi di qualsiasi servizio sanitario. @UNICEF si occupa di raggiungerli nelle tendopoli e di prendere i loro bimbi per portarli a scuola per almeno mezza giornata. Loro ci sono grati, chiedono dell'Italia e la sognano ma ci tengono alla loro identità ed al loro futuro da siriani senza guerre ne' esodi. Ho saputo dai rappresentanti Unicef che lavorano ogni giorno con loro, che l'Italia dona sempre, anche poco ma costantemente e che in ogni piccola donazione la gente scrive un messaggio , che spera di poter così migliorare la vita quotidiana di queste persone.  E lo fate, credetemi. L'Italia e' in prima linea come aiuti e come sensibilità verso questa situazione.  Alla fine questa mamma  mi ha guardata  e mi ha detto : ti chiedo di portare un messaggio , di continuare ad aiutarci, di non dimenticarci di loro. Non si può vivere in tende di plastica dormendo su dei tappeti  stando in un paese non tuo come profugo ovvero senza avere il  diritto di  cercare un lavoro , comprare casa ed avere un'indipendenza. @UNICEF e' presente ed ho visto coi miei occhi il modo in cui da una speranza ed un po' di umanità a queste persone. Non abbandoniamoli.
Ciao ragazzi, lei e' una mamma che e' giunta da poco in Libano attraversando il confine a sud dalla Siria. Vive in una piccola tendopoli assieme ad altre famiglie giunte dalla guerra come lei. Loro non possono tornare in Siria ne ' vogliono farlo al momento perché sono scappate dalla guerra che e' tutt'ora in atto. Gli ho raccontato chi ero e perché sono venuta a trovarli col timore di fare troppe domande e con la rassegnazione di chi non può promettere niente. Lei e gli abitanti di questa tendopoli sono stati riuniti da @unicef e registrati, in modo da poter ricongiungersi, un giorno, con gli altri membri della famiglia scappati probabilmente in Turchia o in Giordania. @UNICEF e Wash project (coordinato da Francesco Lanino ) hanno costruito con le VOSTRE donazioni dei bagni e delle taniche di acqua potabile con cui queste famiglie possono lavarsi ogni giorno. ( ogni bagno ad esempio costa circa 300 euro) . Senza l'aiuto di queste associazioni sarebbero dei nomadi o senzatetto privi di qualsiasi servizio sanitario. @UNICEF si occupa di raggiungerli nelle tendopoli e di prendere i loro bimbi per portarli a scuola per almeno mezza giornata. Loro ci sono grati, chiedono dell'Italia e la sognano ma ci tengono alla loro identità ed al loro futuro da siriani senza guerre ne' esodi. Ho saputo dai rappresentanti Unicef che lavorano ogni giorno con loro, che l'Italia dona sempre, anche poco ma costantemente e che in ogni piccola donazione la gente scrive un messaggio , che spera di poter così migliorare la vita quotidiana di queste persone. E lo fate, credetemi. L'Italia e' in prima linea come aiuti e come sensibilità verso questa situazione. Alla fine questa mamma mi ha guardata e mi ha detto : ti chiedo di portare un messaggio , di continuare ad aiutarci, di non dimenticarci di loro. Non si può vivere in tende di plastica dormendo su dei tappeti stando in un paese non tuo come profugo ovvero senza avere il diritto di cercare un lavoro , comprare casa ed avere un'indipendenza. @UNICEF e' presente ed ho visto coi miei occhi il modo in cui da una speranza ed un po' di umanità a queste persone. Non abbandoniamoli.
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" Faradda di li candareri " ripresi da mia mamma. Patrimonio dell'Unesco …