ON WHOSAY SINCE: Nov 21, 2011
BORN: September 12, 1978
BIRTHPLACE: Sassari, Italy
HEIGHT: 5'7"
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" Faradda di li candareri " ripresi da mia mamma. Patrimonio dell'Unesco #Sassari #Sardegna ❤️

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Can't forget about them whenever I go . #childrenofSyria in my ❤️

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Goodbye Lebanon and lebanees friends who make the life of these refugees still possible. Thank you @UNICEF @UNICEF_Italia @UNICEF_Lebanon for giving me this great opportunity that I will NEVER forget. These refugees are a testament that #LOVE can still penetrate through despite the atrocities of war." Ciao Libano ed amici Libanesi che rendono ancora possibile la vita di questi rifugiati. Il vostro aiuto e quello di @UNICEF e' la testimonianza di come l'amore arriva dove nessuna guerra mai potrà .

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Yesterday I had such a great experience. Infact, I went to meet families that just arrived from Syria to Lebanon crossing the southern border of the country. @unicef brought me meet them and gave me the opportunity to talk about their experience as refugees. It was hard at the beginning because they are still sensitive and relating to them is not easy since we come from a world in which war is only on TV. I also know that after this incredibly eye opening experience, those of us visiting will go home to our lives where we have everything we need. They don't necessarily have a safe home, comfortable bed, enough food or family alive to love them. One mother opened up to share her experience with me. She and her family had to leave their house in Syria or they would be killed. They still hope to return home after the hostilities but no one can see an end at the moment. They have been registred by @unicef upon arrived to Lebanon so one day they can reconnect to other members of their family who have escaped to other countries. The first problem they face is finding clean fresh water. Without it life doesn't exist and diseases would fast become epidemics. The refugees share their stories of their incredible journeys for such simple but vital errands that we take for granted. They struggle to find a way to survive. @unicef and Wash project collected donations to built bathrooms and water tanks to provide clean water for drinking, cooking and washing. That's an incredible task but today @Unicef is able to provide this water for these services to ALL refugees in the south of Lebanon. Thanks to all of you for making this possible with your donations! Yet, there is still a lot work to do; these refugees need our help.

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Ciao ragazzi, lei e' una mamma che e' giunta da poco in Libano attraversando il confine a sud dalla Siria. Vive in una piccola tendopoli assieme ad altre famiglie giunte dalla guerra come lei. Loro non possono tornare in Siria ne ' vogliono farlo al momento perché sono scappate dalla guerra che e' tutt'ora in atto. Gli ho raccontato chi ero e perché sono venuta a trovarli col timore di fare troppe domande e con la rassegnazione di chi non può promettere niente. Lei e gli abitanti di questa tendopoli sono stati riuniti da @unicef e registrati, in modo da poter ricongiungersi, un giorno, con gli altri membri della famiglia scappati probabilmente in Turchia o in Giordania. @UNICEF e Wash project (coordinato da Francesco Lanino ) hanno costruito con le VOSTRE donazioni dei bagni e delle taniche di acqua potabile con cui queste famiglie possono lavarsi ogni giorno. ( ogni bagno ad esempio costa circa 300 euro) . Senza l'aiuto di queste associazioni sarebbero dei nomadi o senzatetto privi di qualsiasi servizio sanitario. @UNICEF si occupa di raggiungerli nelle tendopoli e di prendere i loro bimbi per portarli a scuola per almeno mezza giornata. Loro ci sono grati, chiedono dell'Italia e la sognano ma ci tengono alla loro identità ed al loro futuro da siriani senza guerre ne' esodi. Ho saputo dai rappresentanti Unicef che lavorano ogni giorno con loro, che l'Italia dona sempre, anche poco ma costantemente e che in ogni piccola donazione la gente scrive un messaggio , che spera di poter così migliorare la vita quotidiana di queste persone. E lo fate, credetemi. L'Italia e' in prima linea come aiuti e come sensibilità verso questa situazione. Alla fine questa mamma mi ha guardata e mi ha detto : ti chiedo di portare un messaggio , di continuare ad aiutarci, di non dimenticarci di loro. Non si può vivere in tende di plastica dormendo su dei tappeti stando in un paese non tuo come profugo ovvero senza avere il diritto di cercare un lavoro , comprare casa ed avere un'indipendenza. @UNICEF e' presente ed ho visto coi miei occhi il modo in cui da una speranza ed un po' di umanità a queste persone. Non abbandoniamoli.

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